La riunione con Danilo Giannoccaro

Si è svolta venerdì 24 marzo la terza riunione tecnica obbligatoria del mese di marzo.
Ospite d’eccezione il designatore della CanPro Danilo Giannoccaro della Sezione AIA di Lecce.
Come ormai di consueto la sala della sezione Castellana si presentava gremita in ogni ordine di posto. In prima fila, ad assistere alla riunione dell’ex fischietto di Serie A, molti colleghi arbitri ed assistenti di altre sezioni in organico alla CanPro, invitati per l’occasione dal Presidente di Sezione Lombardi. Propio il Presidente Lombardi ha aperto la riunione ringraziando e presentando alla platea dei più giovani Danilo Giannoccaro, il quale ha preso parola intrattenendo tutti per circa 2 ore.
Alcune semplici ma importantissime slide per presentare la figura dell’arbitro, che secondo Giannoccaro si fonda su tre pilastri:
– ALLENAMENTO
– CONOSCENZA REGOLAMENTO
– TESTA
Dice Giannoccaro: “arrivare al minimo allo yo-yo non vuol dire essere preparati, arrivare al minimo nel test ci consente solamente di indossare i pantaloncini per arbitrare, chi arriva al minimo in una gara potrà al massimo pensare di arrivare al 15′ minuto del secondo tempo”. “Importantissimo per un arbitro, prosegue Giannoccaro, è la conoscenza del regolamento, pilastro fondamentale per poter scendere in campo, anche se il calcio è l’unico sport al mondo dove gli interpreti (i giocatori) non conoscono il regolamento”.
Il terzo pilastro di Giannoccaro è la testa; a tale proposito dice: “un arbitro ben allenato e ben preparato sul regolamento non sarà comunque un ottimo arbitro, se fossero sufficienti solo questi due aspetti, ad un presidente di sezione basterebbe andare in un polo di atletica a distribuire regolamenti a quelli col miglior fisico, ma per ambire alla serie A – prosegue il commissario – è fondamentale un terzo elemento…la testa!!!”.
Stimolando i ragazzi in sala e con il supporto di alcuni video, Giannoccaro ha voluto far capire l’importanza di questi tre pilastri “…solamente con l’utilizzo di tutti e tre i pilastri un arbitro può essere pronto per i massimi livelli”.
Per rafforzare il concetto il Commissario della CanPro, ha chiesto ad alcuni ragazzi in sala, quale fosse l’età in cui un atleta raggiunge l’apice della carriera, tutti i ragazzi interpellati hanno risposto intorno ai 30 anni.
Proprio in seguito alla risposta Giannoccaro ha aggiunto “…esattamente… mentre un calciatore raggiunge il suo apice a 30 anni, per poi presumibilmente smettere qualche anno dopo, un arbitro raggiunge il suo apice molti anni dopo, continuando ad arbitrare fino a 45 anni, è per questo, dice Giannoccaro, che è fondamentale l’elemento TESTA, perché solo la testa ed un ottimo allenamento ti consentono di star dietro ad atleti più preparati è più giovani”.
Concluso il suo intervento Danilo Giannoccaro, si è complimentato ed ha ringraziato la platea per l’attenzione, dopo i saluti di rito ed il ringraziamento da parte del Presidente Lombardi, la serata è proseguita presso un noto ristorante castellano.

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